Oltre il download: subscription e prestito

15 Giugno 2023
Andrea Cirillo
I modelli di vendita

Districarsi tra i nuovi modelli di distribuzione non è sempre facile, ma può essere utile per ottenere vendite incrementali. Il download (o à-la-carte) è il modello di vendita più diffuso per gli ebook, ma negli ultimi anni subscription e prestito bibliotecario hanno aumentato la loro quota di mercato.

Subscription

In molti settori dell’intrattenimento è un modello ormai consolidato. Netflix, Prime Video, Disney Plus nell’home video, Spotify, Apple Music, Amazon Music nella musica, Playstation Plus e Xbox Game Pass nei videogame sono solo alcuni degli esempi possibili. Anche se esistono alcune variazioni sul tema, nella modalità più diffusa l’utente può fruire di tutti i contenuti che desidera sottoscrivendo un abbonamento (è quello che si dice all-you-can-eat).

È il paradigma a essere cambiato: non più il possesso, ma l’uso. Non più l’acquisto di un prodotto, ma di un servizio. Da qualche anno anche alcuni store di ebook (e molti di audiolibri) offrono questa modalità di fruizione e molti editori si domandano se è opportuno aderire o no. Il nodo cruciale è sempre lo stesso: la sostenibilità economica. Da un lato le piattaforme per estendere il proprio bacino di utenti hanno bisogno di avere un catalogo ampio, dall’altro per un editore questo modello è sostenibile solo se gli abbonati sono molti. In attesa di uscire dall’impasse, sperimentare sui diversi modelli di distribuzione può essere un buon modo per ottenere vendite incrementali.

Perché aderire

I programmi in subscription di ebook più popolari in Italia sono Kindle Unlimited (Amazon) e Kobo Plus, che è sbarcato in Italia nell’autunno 2021, ma altri player stanno consolidando la loro presenza come Storytel (ebook e audiolibri), BookBeat (ebook e audiolibri) e Perlego per la saggistica e l’universitaria, solo per i citare i principali. Vale la pena rendere disponibile su queste piattaforme i propri libri digitali?

Il consiglio potrebbe essere quello di inserire solo una porzione del proprio catalogo, scegliendo tra i titoli che hanno ottenuto buone performance di vendita nei sei mesi precedenti ma che ora registrano una frenata. Inserire questi titoli in subscription può dare loro un rinnovato slancio e può aiutarli a riscalare le classifiche (con un conseguente effetto rimbalzo).

Alcuni esempi pratici. Avete a catalogo un libro che è stato appena insignito di un importante premio letterario. A seguito di questo riconoscimento le vendite sono sensibilmente aumentate, ma passata l’eco mediatica le performance si stanno nuovamente normalizzando. Oppure, avete pubblicato un libro su un tema legato all’attualità che ha trovato un ampio riscontro tra i lettori, ma a distanza di alcuni mesi il discorso pubblico si è spostato su altro. O ancora, avete a catalogo un’autrice o un autore con un’ampia comunità di lettura: è uscito il suo nuovo ebook e volete rilanciare i titoli di catalogo (e se fanno parte di una serie, tanto meglio). Ecco, potrebbe essere il momento di rendere disponibili questi ebook in subscription.

In linea di massima sarebbe quindi meglio aspettare tra tre e sei mesi prima di inserire le novità e i best seller. Esistono però eccezioni a queste linee guida. Uno su tutti, il romance. Qui c’è una grande comunità di lettrici e lettori che hanno aderito ad almeno un programma in subscription e potrebbe essere vantaggioso inserire un numero più o meno ampio di titoli al day one. Se farlo o meno dipende dalle vostre strategie editoriali (come diceva Joh “Hannibal” Smith dell’A-Team: «Mi piacciono i piani ben riusciti»), ma tenete presente che le royalty sono diverse rispetto a quelle proposte per le vendite à-la-carte.

Infine, piccola nota sugli audiolibri. Il mercato al momento è spinto dalla subscription (Audible e Storytel in primis), perciò se avete audiolibri a catalogo è quasi obbligatorio renderli disponibili per questo modello.

Royalty

Uno dei presupposti alla base delle piattaforme in subscription è la scomparsa del prezzo di copertina. Non è per forza un male. Venendo meno una delle leve principali di scelta, l’utente deve valutare i prodotti per il loro contenuto e può sperimentare con più libertà. Ma allora su cosa sono calcolate le royalty?

Esistono almeno tre modelli (più uno). Il primo tiene conto del prezzo di copertina, ma le royalty maturano solo se viene letta una percentuale minima di testo. Nel secondo la revenue share si basa sulla quantità di abbonamenti sottoscritti nel periodo di riferimento ponderata per il numero di pagine lette. Il terzo è un modello ibrido: il calcolo tiene conto del prezzo di copertina ponderato sulla base delle pagine lette e sullo share del titolo rispetto al catalogo. Esiste anche un quarto modello, meno usato, dove lo store paga un fisso a pagina letta o a ora ascoltata.

In generale è bene sapere che le royalty per copia nella subscription sono sensibilmente più basse rispetto alla vendite à-la-carte e che lo sconto store può andare dal 30% fino oltre al 70%.

Prestito

Negli ultimi cinque anni il prestito digitale bibliotecario (o digital lending) è sensibilmente cresciuto. In Italia il picco è stato tra il 2020 e il 2021, quando la pandemia ha costretto molte biblioteche alla chiusura forzata, ma anche i dati del 2022 e quelli dei primi mesi del 2023 confermano un andamento positivo (MLOL – MediaLIbrariOnLine, uno dei player più importanti in questo modello, nel 2022 ha registrato un +87,46% rispetto al 2019).

Perché aderire

Tra i principali player ci sono MediaLibraryOnLine (MLOL) in Italia e OverDrive per il prestito internazionale. Entrambi hanno a catalogo sia ebook che audiolibri. Rendere disponibili i propri ebook per il prestito bibliotecario digitale (magari seguendo le stesse linee guida spiegate sopra per la subscription e aspettare quindi dai tre ai sei mesi prima di inserire una novità) non è solo un tema di promozione alla lettura, ma anche un’occasione per intercettare nuovi lettori. Il digital lending permette anche alle biblioteche più piccole o periferiche di accedere agli stessi contenuti disponibili alle grandi biblioteche. Ma non solo: secondo un’indagine di MLOL gli utenti digitali sarebbero molto più attivi: un utente di biblioteca fisica fa in media 5,7 accessi, mentre un utente digitale accede in media 66,4 volte.

Royalty

I principali modelli di prestito sono il one copy one user (il più diffuso), il pay per view e il metered access concurrent use. Lo sconto riservato ai player che gestiscono il prestito è analogo a quello dei canali in download e si situa quindi, indicativamente, tra il 25% e il 30%.

Nel One copy one user la biblioteca può acquistare una copia master dell’asset digitale (ebook o audiolibro) da rendere disponibile a un utente finale per volta per un numero massimo variabile di prestiti e un periodo massimo variabile di giorni di prestito. Nel Pay per view la biblioteca può prestare l’asset digitale a più utenti contemporaneamente a fronte di una fee per il prestito pari a una percentuale concordata del prezzo di copertina (alcuni servizi permettono inoltre di impostare oltre al prezzo di copertina standard un prezzo di prestito). Nel metered access concurrent use la biblioteca può acquistare a un prezzo maggiorato rispetto a quello di copertina una copia master dell’Asset Digitale da rendere disponibile per il prestito bibliotecario digitale a più utenti contemporaneamente per un numero massimo di prestiti variabile da servizio a servizio e per un periodo massimo di giorni.

FAQ

In tema di subscription e prestito bibliotecario molti editori hanno domande comuni. Alcuni temi li abbiamo toccati nei precedenti paragrafi, qui invece potete trovare le risposte ad altre domande frequenti.

Se inserisco un ebook o un audiolibro in un programma in subscription questo resta disponibile anche per il download?

Si, certamente. L’adesione a un modello di vendita non significa che il titolo non sarà più disponibile al download. Gli utenti potranno scegliere con quale modello fruire dei contenuti in base alle loro esigenze.

La subscription erode vendite à-la-carte?

Molti store (e molti editori) sostengono di no. L’inserimento di un titolo in un programma in subscription può portare più visibilità e quindi benefici anche nelle performance à-la-carte.

Quali sistemi usano i canali in subscription e in prestito per proteggere i contenuti?

Gli store in subscription non permettono ai propri utenti di scaricare il file del contenuto. La fruizione è tramite app o sul sito web del retailer (o in alcuni casi sul proprio e-reader). I canali in prestito usano invece diversi tipi di protezione. MLOL, per esempio, adotta l’Adobe DRM e il Readium LCP, una tecnologia open source sviluppata da EDRLab.

Come posso rendere disponibili i miei titoli per i canali in subscription e il prestito?

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Andrea Cirillo

Laureato in giornalismo ed editoria, dal 2015 si occupa di distribuzione ebook e della relazione con gli editori presso Bookrepublic. Ha pubblicato Nichel. La letteratura italiana contemporanea secondo minimum fax (Unicopli) e Ebook. Promozione, distribuzione, vendita (Editrice Bibliografica)